Proposta | Vuelta al Pais Vasco – Euskal Herriko Itzulia

Il secondo capitolo della serie iniziata con la Volta a Catalunya è la Vuelta al Pais Vasco (Euskal Herriko Itzulia è il nome in basco), possibilmente la mia corsa a tappe preferita dell’anno. Spesso presenta percorsi interessanti, con finali sempre emozionanti, ma conoscendo piuttosto bene l’orografia della zona vi posso assicurare che i Paesi Baschi offrono molte più possibilità di quelle proposte dagli organizzatori.

A seguire la mia alternativa che cerca di correggere i più grossolani errori della corsa, su tutti la cronometro all’ultimo giorno, una vera piaga per l’andamento delle tappe visto che tutti i leader credono di poter vincere lì la generale, spesso lasciando passare incredibili opportunità nelle frazioni precedenti. La mia proposta conta con 31 GPM, gli stessi dell’edizione ufficiale 2016, quindi niente di esagerato.

Tappa 1 | Getxo – Castillo de Butrón ITT

Etapa 1 Getxo - Castillo de Butrón ITT

Come detto, è un errore mettere la crono nell’ultima giornata. La posizione che meno condiziona negativamente le tappe seguenti è il primo giorno. Così facendo i leader sarebbero consci del distacco accumulato nella generale e costretti a provare a recuperare terreno il prima possibile.

Il tracciato della prova individuale ha una buona lunghezza per una corsa di una settimana ed è piuttosto mosso, dando però possibilità agli specialisti visto che il versante scelto per il Puerto de Pozozabale è uno dei più semplici, non presentando rampe importanti.

bb2
Castillo de Butron, arrivo della cronometro d’apertura

Tappa 2 | Bermeo – Bermeo

Etapa 2 Bermeo - Bermeo

La costa Nord della Biscaglia viene molto spesso incomprensibilmente ignorata dalla Itzulia, visto che offre innumerevoli possibilità. Qui una proposta che ha come grandi protagonisti la città di Bermeo e la salita di Sollube, ascesa dal duro versante di Bakio la prima volta, con i suoi 2 km in cemento. Dopo essere tornati a Bakio si affronta la sequenza finale con San Pelayo e Sollube, dal versante di Bermeo questa volta, prima del traguardo in discesa. Tappa corta, ma con finale estremamente duro.

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Profili delle ultime due salite di altimetrias.net

 

Tappa 3 | Portugalete – Vitoria-Gasteiz

Etapa 3 Portugalete - Vitoria-Gasteiz

Probabilmente questa è la frazione più facile sulla carta, sebbene presenti una 1° categoria come il Puerto de Orduña a 67 km dall’arrivo. La partenza è posta davanti al Puente de Vizcaya e dopo 13 km si passa di fronte al Museo Guggenheim di Bilbao, perché il ciclismo deve servire anche da promozione per il territorio. La tappa potrebbe concludersi con uno sprint a ranghi ridotti o anche ad una fuga, come nell’edizione del 2007.

Finale Vitoria-Gasteiz
Ultimi 50 km, con i GPM di Salinas de Añana (3°) ed il classico Zaldiaran (3°)

Tappa 4 | Vitoria-Gasteiz – San Pedro de Idotorbe

Etapa 4 Vitoria Gasteiz - San Pedro de Idotorbe

La quarta è possibilmente la frazione più adatta agli scalatori. Negli ultimi 90 km si contano ben sei GPM, due di 2° e quattro di 1° categoria. Mandubia dovrebbe servire semplicemente da filtro, mentre l’accoppiata UrrakiErdoitza dovrebbe permettere di mandare in avanscoperta seconde punte che potrebbero rivelarsi utili in seguito. Arrivati a Zestoa si inizia la sequenza che dovrebbe decidere la corsa: Endoia e Azurki per rompere la corsa e provare da lontano, San Pedro de Idotorbe per dare il colpo di grazia.

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Profilo di altimetrias.net, cliccare sull’immagine per andare alla descrizione
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Profilo di altimetrias.net dell’ultima ascesa, cliccarlo per la descrizione

Tappa 5 | Elgoibar – Beasain

Etapa 5 Elgoibar - Beasain

Nella frazione più lunga si parte subito con i fuochi d’artificio, con i primi 40 km duri, con due ascese come San Miguel e Lekoitz-Gane, per favorire la formazione di una fuga di uomini forti, magari anche con qualcuno di classifica che si dovesse vedere costretto a recuperare ancora molto tempo. Lungo la costa difficilmente si trova un tratto pianeggiante, con continui mangia e bevi e salite vere e proprie, come l’Alto de Garate. A partire dal terribile muro di Aia, più volte affrontato dalla corsa basca, sarà un susseguirsi di ascese, con Alkiza, Alto de Altzo (una famosa cronoscalata U23 si svolge su questa salita) e l’Abaltzisketa (per anni il simbolo della Clasica Ordizia) a precedere la sequenza finale, con difficoltà decrescente: il muro di Gaintza, a rompere la corsa a 17 km dal traguardo, Lazkaomendi (da Ordizia) e Olaberria. C’è terreno in abbondanza per ribaltare la classifica.

Finale Elgoibar - Beasain
Il durissimo “encadenado” finale

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Tappa 6 | Beasain – Arrasate

Etapa 6 Beasain - Arrasate

L’ultima frazione del trittico continua l’andamento di allontanare ogni giorno la salita più dura dall’arrivo, così da indurre i corridori a provare azioni da lontano. Anche questa volta si parte subito con difficoltà: Zerain, Lierni, Gabiria, Eizaga e Deskarga porteranno ad una fuga di livello. Dopo un lungo tratto pianeggiante si ricomincia a salire ad Aulesti, con il Balcón de Bizkaia per scremare ed il durissimo versante del Muniketa da Ibarruri (altimetria e foto, si sale fino al km 5,5) per lanciare i primi attacchi. A seguire l’ascesa probabilmente più dura dura della corsa, il Puerto de Urkiola, dove i favoriti dovranno tentare il tutto per tutto per far saltare il banco. Si scollina a 33 km dal traguardo. Nei chilometri seguenti la corsa dovrebbe essere completamente distrutta, con inseguimenti e situazioni tattiche interessanti per molti minuti di spettacolo. Krutzeta (circa 2 km all’8% di media) e Untzilla daranno il colpo finale.

Finale Beasain - Arrasate
Profilo della sequenza finale della Vuelta al Pais Vasco

Per concludere, i Paesi Baschi hanno un potenziale incredibile non sempre sfruttato al meglio dagli organizzatori e basterebbero piccole modifiche per favorire lo spettacolo, come lo spostamento della ITT dall’ultimo giorno di corsa o cambiare l’ordine delle frazioni: ad esempio nell’edizione 2016 (i nostri profili delle tappe in linea) gli ultimi 3 giorni hanno un ordine pessimo, con la tappa più adatta ad attacchi da lontano (quella di Orio) che precede quella regina (Arrate) e la crono, in modo tale da spingere i corridori a risparmiarsi per i due giorni seguenti.

Raffaele Filippetti (@raffilpt)

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