Benvenuto Women’s World Tour

A settembre l’UCI ha annunciato il lancio del Women’s World Tour, che prenderà il posto della Coppa del Mondo. Questo è l’elenco delle gare in calendario, direttamente dal sito dell’UCI:

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In questo articolo parleremo di cosa abbia portato alla sua nascita, del meccanismo di invito delle squadre alle gare presenti del circuito e della composizione del calendario. Infine proveremo a vedere come sarebbe stata la sua classifica nel 2015 e la confronteremo con quella della ultima edizione della Coppa del Mondo.

Un movimento in ricerca di maggior visibilità

Nelle interviste riguardo al suo lancio emerge chiaramente come l’obiettivo principale del Women’s World Tour sia quello di aumentare la visibilità dello sport e, di conseguenza, di attrarre più sponsor. In tale ottica i principali cambiamenti rispetto alla Coppa del Mondo sono l’inserimento di corse a tappe nel calendario e l’obbligo per gli organizzatori delle corse di promuovere l’evento attraverso i social media e di fornire immagini televisive in giornata. L’idea alle spalle dell’inclusione delle corse a tappe è quella di creare un circuito più completo che dia spazio a tutte le tipologie di cicliste e non solo quelle abili nelle prove di un giorno, con la speranza di avere al via sempre le squadre principali (nel 2016 non avverrà sempre, ma ne parleremo più avanti). Per quanto riguarda la copertura televisiva gli eventi dovranno essere trasmessi in diretta TV o web o, in alternativa, si dovrà fornire una loro sintesi nello stesso giorno in cui si sono svolti. Non è un caso che l’UCI, promuovendo l’evento, abbia sottolineato che 8 gare (Ronde van Drenthe, Philadelphia Classic, La Course, Prudential Ride London, la corsa in linea di Vargarda, GP de Plouay – Bretagne, Madrid Challenge) sarebbero state trasmesse in diretta. A queste va aggiunto il Giro delle Fiandre, di cui saranno trasmessi gli ultimi 35 km di corsa, come annunciato a inizio febbraio. La speranza è che tutte queste misure permettano al movimento di avere una maggiore attenzione da parte dei media e di attrarre nuovi sponsor (anche esterni al mondo del ciclismo): il raggiungimento di una maggiore stabilità finanziaria permetterebbe anche di affrontare la questione dei salari minimi per le cicliste, poiché attualmente molte di loro, per avere un buon tenore di vita, sono costrette ad avere un secondo lavoro e a ricevere un supporto finanziario da parte di amici e parenti.

Nessuna squadra World Tour (almeno per quest’anno)

Almeno per il 2016 non ci sarà, a differenza della controparte maschile, una divisione in categorie delle squadre UCI. L’invito alle gare World Tour avverrà sulla base del seguente ranking a squadre pubblicato a inizio anno dall’UCI:

Rank Team Points
1 WIGGLE HIGH5 3390.5
2 RABOLIV WOMEN CYCLING TEAM 3120.5
3 BOELS DOLMANS CYCLING TEAM 2929.92
4 CANYON SRAM RACING 2.433
5 CERVELO BIGLA PRO CYCLING TEAM 1482.17
6 ORICA – AIS 1330.34
7 HITEC PRODUCTS 1275.17
8 CYLANCE PRO CYCLING 854
9 TEAM TIBCO – SILICON VALLEY BANK 762.67
10 TEAM LIV-PLANTUR 730
11 UNITEDHEALTHCARE PROFESSIONAL WOMEN’S CYCLING TEAM 688.33
12 POITOU-CHARENTES.FUTUROSCOPE.86 578
13 BTC CITY LJUBLJANA 531
14 BEPINK 530.5
15 ASTANA WOMEN’S TEAM 464
16 ALE’ CIPOLLINI 457
17 LOTTO SOUDAL LADIES 454.67
18 PARKHOTEL VALKENBURG CONTINENTAL TEAM 445.75
19 LENSWORLD-ZANNATA 405.5
20 TOPSPORT VLAANDEREN – ETIXX 345

Gli organizzatori delle corse a tappe saranno obbligate a invitare i primi 15 team, mentre quelli delle gare di un giorno dovranno invitare i primi 20. Le formazioni avranno la possibilità di rifiutare l’invito. Sarà possibile invitare anche squadre con un peggior posizionamento nel ranking. Per capire meglio il meccanismo diamo un’occhiata alle squadre che parteciperanno alle Strade Bianche, al Trofeo Binda e all’Amgen Tour of California. Alla Strade Bianche non prenderanno il via UnitedHealthcare (11° nel ranking) e Topsport Vlaanderen – Etixx (20°), mentre ci saranno Aromitalia Vaiano, INPA Bianchi, SC Michela Fanini, Servetto Footon e Top Girls Fassa Bortolo, tutte squadre italiane. Nella startlist provvisoria del Giro del Fiandre invece sono presenti tutte le prime 20 squadre del ranking, a cui si aggiungono le squadre italiane già invitate alla corsa toscana (ad eccezione della SC Michela Fanini), Drops, Lares-Waowdeals, Lointek, Podium Ambition e Team BMS Birn. All’Amgen Tour of California invece parteciperanno solo 9 dei primi 15 team nel ranking: BePink, Boels-Dolmans, Canyon SRAM Racing, Cylance, Hitec Products, Rabo-Liv, Team TIBCO-SVB, UnitedHealthcare e Wiggle High5. Nel 2017 dovrebbe essere creata la categoria World Tour, che includerà una decina di squadre che saranno obbligate a prendere parte a tutte le gare presenti nel circuito, permettendo dunque di avere la certezza di avere al via sempre le squadre principali. Sarà interessante vedere se per questi team sarà previsto un numero minimo di atlete, considerando che squadre come Canyon SRAM Racing e Cérvelo – Bigla, ai primi posti del ranking, hanno un organico molto ristretto quest’anno.

Tanti criterium, poche corse a tappe

Analizzando la composizione del calendario si può notare che è composto da 4 corse a tappe (da segnalare che il chilometraggio medio massimo delle tappe è stato variato da 100 a 120 km mentre quello massimo per le tappe da 130 a 140, con possibilità di deroghe) e 13 di un giorno. Di queste 13, La Course, Madrid Challenge e la Prudential Ride London si svolgono interamente su un circuito cittadino inferiore ai 10 km. La maggior facilità di aver copertura televisiva e il fatto che le prime due siano legati a Grandi Giri ha favorito il loro inserimento, però fa un po’ effetto vedere che il numero di criterium è praticamente identico alle corse a tappe. La situazione potrebbe però cambiare nel 2017, poiché Emakumeen Bira (protagonista di un braccio di ferro con l’UCI nei mesi passati), Tour de Pologne (che erroneamente avevamo già inserito nel World Tour in un primo momento nell’articolo in cui presentavamo la stagione femminile, tratti in inganno dal comunicato stampa in inglese) e il Tour Femenino de San Luis sono fortemente interessati a prenderne parte.

Come sarebbe stata la classifica nel 2015?

In un’intervista a inizio anno Ashleigh Moolman, una delle grandi protagonista del 2015 nonché membro del gruppo di lavoro che ha elaborato la bozza iniziale del Women’s World Tour, ha dichiarato che l’inserimento delle corse a tappe avrebbe favorito la presenza in classifica delle scalatrici e creato più incertezza per la vittoria del ranking. Per curiosità abbiamo provato a calcolare quale sarebbe stata la classifica sulla base dei risultati dell’anno precedente nelle gare in calendario (senza però considerare i 6 punti assegnati per l’eventuale difesa del primato in classifica). Proviamo a fare un confronto tra la top 20 classifica finale della Coppa del Mondo e quella ipotetica del WWT nel 2015.

Questa è stata la top 20 dell’ultima edizione della Coppa del Mondo:

Rank Name Points
1 Elizabeth ARMITSTEAD 484
2 Anna VAN DER BREGGEN 435
3 Jolien D’HOORE 391
4 Elisa LONGO BORGHINI 350
5 Lucinda BRAND 315
6 Pauline FERRAND PREVOT 260
7 Alena AMIALIUSIK 255
8 Giorgia BRONZINI 232
9 Ashleigh MOOLMAN-PASIO 230
10 Annemiek VAN VLEUTEN 226
11 Elena CECCHINI 222
12 Emma JOHANSSON 211
13 Shelley OLDS 170
14 Amy PIETERS 165
15 Evelyn STEVENS 160
16 Barbara GUARISCHI 145
17 Megan GUARNIER 145
18 Lotta LEPISTÖ 130
19 Kirsten WILD 120
20 Eleonora VAN DIJK 120

Questa sarebbe stata la top 20 del WWT nel 2015:

Rank Name Points
1 Anna VAN DER BREGGEN 833
2 Jolien D’HOORE 679
3 Elizabeth ARMITSTEAD 640
4 Megan GUARNIER 525
5 Elisa LONGO BORGHINI 502
6 Ashleigh MOOLMAN-PASIO 462
7 Emma JOHANSSON 457
8 Shelley OLDS 424
9 Giorgia BRONZINI 420
10 Alena AMIALIUSIK 373
11 Lisa BRENNAUER 362
12 Pauline FERRAND PREVOT 363
13 Lucinda BRAND 353
14 Kirsten WILD 341
15 Amy PIETERS 295
16 Annemiek VAN VLEUTEN 287
17 Elena CECCHINI 279
18 Katarzyna NIEWIADOMA 266
19 Annalisa CUCINOTTA 249
20 Leah KIRCHMANN 238

Potete dare un’occhiata alla classifica completa qui: WWT ranking 2015

Confrontando le due classifiche possiamo notare diverse cose. La prima è che le 3 cicliste in vetta sono rimaste le stesse, ma cambia l’ordine: Anna van der Breggen, terza della Coppa del Mondo, sarebbe stata la vincitrice del WWT, grazie al successo nel Giro Rosa e nella Course (quest’ultima non era gara di CdM), mentre Lizzie Armitstead sarebbe stata sorpassata anche da Jolien D’Hoore, grazie al secondo posto della belga all’Aviva Women’s Tour, corsa in cui l’inglese è stata sfortunatamente costretta al ritiro a causa di una caduta dopo aver vinto la prima tappa. Nelle due top 20 è presente lo stesso numero di cicliste (6) che hanno chiuso nelle prime 10 posizioni del Giro Rosa, considerata la corsa più dura e prestigiosa nel panorama femminile: oltre a Anna van der Breggen, Megan Guarnier, Ashleigh Moolman, Pauline Ferrand-Prevot ed Elisa Longo Borghini, che sono in entrambe le classifiche, in quella della CdM c’è Evelyn Stevens (che qualche giorno fa ha stabilito il nuovo Record dell’Ora), mentre in quella ipotetica del WWT Katarzyna Niewiadoma. La top 20 del WWT differirebbe da quella della Coppa del Mondo, oltre che per la presenza della polacca, anche per quelle di Lisa Brennauer, di Leah Kirchmann e di Annalisa Cucinotta (la prima e la seconda hanno rispettivamente vinto l’Aviva Women’s Tour e chiuso al secondo posto l’Amgen Tour of California mentre l’ultima ha vinto una tappa in volata al Giro Rosa e ha concluso al terzo posto Tour of Chongming Island, corsa a tappe tradizionalmente favorevole alle ruoti veloci). Cosa si può dedurre dunque? L’inserimento delle quattro corse probabilmente non permetterà alle scalatrici di essere competitive per la vittoria del WWT e avrebbero bisogno di più corse impegnative in calendario (è vero che la vincitrice del Giro Rosa avrebbe trionfato nel 2015, ma l’olandese ha avuto una stagione incredibile in cui è riuscita a dire la sua su tutti i terreni, come dimostrano le sue affermazioni alla Flèche Wallonne Féminine e a La Course).

Mancano due giorni alle Strade Bianche. Facciamo un grandissimo in bocca al lupo a tutti, nella speranza che il Women’s World Tour si riveli un successo.

Matt Supertramp (@mattsupertramp9)

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