La Vuelta femenina

Ieri è andata in scena la Madrid Challenge by La Vuelta, la corsa proposta dagli organizzatori del GT spagnolo per il ciclismo femminile. Una classica che consiste nella ripetizione di un circuito nelle vie principali della capitale iberica, sulla falsariga de La Course by Le Tour de France (almeno fino allo scorso anno). Un criterium praticamente. Questo però non è sufficiente e, continuando il discorso iniziato con I passi in avanti necessari al ciclismo femminile, mi sono adoperato per preparare una proposta: una corsa a tappe di cinque giorni nei dintorni di Madrid, cercando così di minimizzare trasferimenti e costi. Vorrei sottolineare che questo progetto è stato ideato per essere il più conservativo possibile, cioè per far vedere che non serve fare pazzie per organizzare un evento del genere. Inoltre il percorso è variegato e totalmente fattibile, senza salite impossibili (Angliru, Bola del Mundo ecc…) o idee troppo azzardate. Ovviamente si potrebbe fare (molto) di meglio, con più giorni e più comunità toccate, ma ripeto che ho voluto evitare eccessi per far vedere che non servirebbero sforzi enormi. Passiamo alla presentazione del tracciato.

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Analisi del percorso e delle favorite del Giro Rosa 2017

Siamo alla vigilia del Giro Rosa, l’unico GT presente nel calendario femminile e, secondo me, la corsa più importante dell’anno all’infuori del Mondiale. Sebbene sia riconosciuto, giustamente, da gran parte delle cicliste come la gara ciclistica femminile più dura, quest’anno gli organizzatori hanno deciso di stravolgere la tradizione e presentare un percorso senza arrivi in quota e senza salite vere, commettendo a mio modo di vedere un errore madornale: sempre maggiori sono le richieste di avere gare più dure e lunghe, per poter dimostrare ancor di più quanto valgono le donne su due ruote, ma pochi sembrano ascoltare. Si evitano completamente le Alpi, ma anche gli Appennini, nonostante abbiano asperità più che insidiose, lasciando così spazio a salite pedalabili e strappi brevi. Nonostante ciò il parterre è eccezionale: non solo ci sono le migliori scalatrici, ma quest’anno anche le sprinter sono molto ben rappresentate, cosa non sempre successa nella corsa italiana.

Di seguito un’analisi dettagliata delle tappe (con i profili da me creati con l’editor di Cronoescalada.com) e delle partecipanti.

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