Analisi tappa 3 Giro d’Italia 2018

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Ultimo giorno in territorio israeliano, ci si allontana dal mare, ma il pericolo ventagli non solo rimane, ma potrebbe anche aumentare: il gruppo infatti si addentrerà nella conca del deserto del Negev, dove solitamente ci sono raffiche importanti. La lunghezza del tracciato (229 km) potrebbe essere decisiva in questo caso, nonostante l’altimetria sia tutt’altro che proibitiva: con tanti chilometri nelle gambe i distacchi si fanno sempre più grandi.

Meteo: Giornata caldissima in mezzo al deserto, con massime che potrebbero toccare i 37°C. Terribile per i ciclisti che non avranno nemmeno il riparo di alberi o edifici per chilometri e chilometri. Devono assolutamente idratarsi bene e cercare di rinfrescarsi il più possibile, una disidratazione o un colpo di calore, oltre ad essere molto pericolosi, potrebbero compromettere la loro partecipazione. Il vento sarà favorevole e abbastanza forte, però ci saranno poche sezioni per provare a creare ventagli perché servirebbe laterale.

Meteo Eilat
Mappa del vento degli ultimi 100 km. Windfinder

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Mappa interattiva del finale

Praticamente l’unico potenziale pericolo del finale è il vento, visto che sono circa 50 km di rettilineo totalmente pianeggianti, anzi, in leggera discesa. Purtroppo per i corridori i pericoli sono concentrati tutti negli ultimi 6 km, con ben 12 rotatorie e un curva a 90° a 350 metri dal traguardo. Entrare ben posizionati in questa fase sarà a dir poco importante, non c’è tempo per rimontare e il gruppo sarà molto allungato, quindi il compito dei treni sarà quello di lasciare pesce-pilota e velocista nella miglior posizione possibile prima della flamme rouge, anche a costo di prendere la testa troppo presto.

Finale Eilat SV
Ultima curva della tappa, a 350 metri dal traguardo

Raffaele Filippetti (@raffilpt)

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