Paris-Nice vs Tirreno Adriatico

Mentre ormai sempre più corridori decidono di iniziare la loro stagione a Febbraio o addirittura a Gennaio, si può ancora dire che per vedere il primo vero scontro con gli uomini da classifica in buona condizione bisogna aspettare le prime due settimane di Marzo. Qui, oltre a quello tra i corridori, va in scena un altro duello, quello tra gli organizzatori: ASO e RCS si combattono per la presenza delle star del plotone internazionale senza esclusione di colpi (spesso di carte di credito).

Sei chilometri. Questa è la lunghezza totale delle prove cronometrate de La Course Au Soleil che, come ormai da tradizione, parte con un prologo nel dipartimento degli Yvelines. Da qui in avanti inizia il classico climax tanto amato dagli organizzatori francesi (costretti a questo anche da esigenze geografiche) che fortunatamente nel 2016 non si concluderà con la cronoscalata al Col d’Eze, probabilmente la più grande (e la migliore) novità di questa edizione. Si procede con due tappe pianeggianti, non facili però visto che si svolgeranno in una delle zone più ventose di Francia, con strade molto esposte. Quando si pensa a queste frazioni la memoria va sempre a quella magnifica di Orlèans nel 2012 (video), con il gruppo completamente distrutto a più di 60 km dall’arrivo. Nella prima delle due un altro fattore di tensione sarà aggiunto da due tratti di sterrato (video): 600m il primo, 1300m il secondo e molto probabilmente saranno vicini all’arrivo.

Paris-Nice Orleans
Ventagli, un habitué delle prime tappe della Paris-Nice. for all my friends

La Corsa dei due mari ritrova la crono a squadre di apertura,  un format da sempre amico a RCS, in quel di Camaiore, dove lo scorso si cambiò all’ultimo momento con un prologo a causa dei problemi dovuti al maltempo. Una prova di questa lunghezza (22km)  in una corsa di una settimana sfavorisce esageratamente i corridori di squadre piccole che hanno poi troppo poco tempo e spazio per recuperare.

Tirreno TTT 2014
Cronosquadre del 2014. Sirotti, steephill.tv

La seconda è probabilmente una delle tappe più interessanti di tutta l’edizione con un finale molto esplosivo. Il problema arriva nelle due frazioni seguenti, per ruote veloci, sebbene in quella di Foligno alcuni strappi potrebbero non andare giù ai velocisti più puri. Proprio in questa però si sente la mancanza della media montagna che da sempre ha caratterizzato la Tirreno Adriatico e che invece quest’anno è stata ridotta al lumicino.

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In Francia si continua con il primo arrivo in salita della corsa, sul Mont Brouilly (Roads to Ride: Mont Brouilly, The Inner Ring) già affrontato nel 2014 verso il traguardo di Belleville (video). Un finale (probabile profilo) di quelli che vanno tanto di moda in questo periodo e che nel complesso della gara ci può stare come prima battaglia tra gli uomini di classifica.

Paris-Nice Brouilly
Betancur all’attacco sulle rampe del Mont Brouilly. Flockton, steephill.tv

Toccherà poi agli sprinter sparare le loro ultime cartucce sull’arrivo di Romans-sur-Isère, in una frazione che partirà dai rinomati vigneti di Juliénas. Il secondo blocco si conclude con una tappa difficile da decifrare con il Mont Ventoux, scalato fino allo Chalet Reynard, a più di 120 km dall’arrivo, una scelta che evidentemente piace ad ASO essendo già stata proposta con l’Alpe d’Huez al Delfinato. Sarebbe perfetta per rompere la corsa, ma non è stata data continuità alla salita, seguita da asperità semplici e tanta pianura, favorendo così esageratamente il ritorno del gruppo.

Paris-Nice 2016 Chalet Reynard

Volgendo lo sguardo a sud troviamo la tappa regina della Tirreno Adriatico che, per la terza volta nelle ultime cinque edizioni, si conclude con un arrivo in salita vero e proprio. Si può comprendere la decisione di RCS di voler proporre un faccia a faccia tra i migliori corridori del Mondo in un finale del genere, ma non è un caso che le edizioni del 2014 e del 2013, proprio le due che non puntavano tutto sulla montagna, siano state le migliori delle ultime quattro. Il traguardo è posto sul Monte San Vicino, ascesa in programma già lo scorso anno (da un’altro versante), poi soppressa probabilmente per le condizioni del manto stradale, preceduta da 4 GPM di entità minore. Ormai giunti sull’Adriatico, l’unica difficoltà prima della crono finale di San Benedetto del Tronto è il tecnico circuito di Cepagatti, con l’arrivo in leggera salita, ultimo test per le gambe dei velocisti presenti in vista della Classicissima che partirà dopo solo cinque giorni. Come detto, la corsa si concluderà con l’unica cronometro individuale dell’evento con il classico percorso sul lungomare della città marchigiana. Generalmente concludere con una prova contro il tempo influisce negativamente sullo svolgimento dell’intera gara (Vuelta al Pais Vasco docet), ma nella corsa a tappe italiana non ha generato mai problemi, verosimilmente grazie al tracciato completamente pianeggiante.

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Tirreno Terminillo.png
Alcuni favoriti sotto la nevicata del Terminillo. Bettini

Ormai raggiunta la Costa Azzurra e idealisticamente il “Sole”, la sesta tappa sarà la regina della Paris-Nice, con ben 7 GPM e un continuo sali-scendi fino a La Madone d’Utelle (da non confondere con il Col de la Madone tanto caro a Michele Ferrari), salita molto famosa tra i (tanti) ciclisti che abitano in queste zone e che non presenta rampe impossibili, tranne quelle inventate da ASO nel profilo ufficiale.

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Come detto in precedenza, la corsa non si concluderà con una cronoscalata, ma con la classica tappa-circuito di Nizza (finale), quest’anno quasi un copia-incolla di quella del 2014, con l’unica differenza consistente nel versante di ascesa del Col d’Eze, lo stesso solitamente affrontato nella cronometro. Difficilmente vedremo uno spettacolo simile a quello del 2015 (video), con un sontuoso Gallopin e un tempo da leoni, ma è sempre giusto mettere una frazione adatta ad azioni da lontano dopo l’arrivo in salita.

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Paris-Nice Gallopin
Gallopin s’invola sulla Cote de Peille. Belga Mag – Belga/AFP, Dirk Waem

Due percorsi quindi piuttosto diversi e se dovessi sceglierne uno opterei sicuramente per quello della Paris-Nice, con una Tirreno Adriatico molto deludente, con pochissimi chilometri in cui a priori ci si può aspettare lotta tra i big e praticamente senza possibilità di vedere attacchi a lunga gittata. Ed è un peccato perché, ce lo hanno dimostrato più volte, è relativamente semplice disegnare un tracciato degno di nota, soprattutto sfruttando le colline marchigiane, completamente dimenticate in questa edizione.

Raffaele Filippetti (@raffilpt)

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3 pensieri su “Paris-Nice vs Tirreno Adriatico

  1. Pingback: Proposta | Tirreno Adriatico 2016 – Lasterketa Burua

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