I passi in avanti necessari al ciclismo femminile

Nelle ultime settimane, in seguito all’annuncio della prima edizione della Liège-Bastogne-Liège e al ritorno dell’Amstel Gold Race, si è parlato molto delle proposte di versioni femminili per famose gare maschili. Abbiamo deciso perciò di approfondire il tema. Partiremo confrontando i percorsi disegnati per gli uomini e per le donne e proveremo ad immaginare due Classiche Monumento in rosa: la Parigi-Roubaix e la Milano-Sanremo. Proseguiremo parlando de La Course, nata come criterium sugli Champs-Élysées prima dell’ultima tappa del Tour de France, che nel 2017 cambierà pelle. Infine faremo alcune considerazioni su due rilevanti aspetti relativi alle corse affermate proposte al femminile: la copertura televisiva e la coesistenza nel calendario con le altre gare.

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Giro 2017, bravo ma non si impegna

Una frase tante volte ripetuta da professori e maestri e che si adatta perfettamente al tracciato della 100° edizione della Corsa Rosa. Infatti alcuni errori, più o meno grossolani, non gli permettono di raggiungere una valutazione di eccellenza, almeno secondo la mia opinione. Come già successo in altre occasioni, una grave disattenzione di RCS ha permesso agli appassionati di scoprire il percorso del Giro d’Italia 2017 in anticipo.

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Tour de France 2017, anno nuovo e soliti errori

Per la prima volta dal 2011 la Grande Boucle è stato il primo dei tre GT ad essere presentato. “Casualmente” il giorno del UCI Cycling Gala. Lo ha fatto nel suo classico stile, con molte star presenti e video impressionanti, oltre alle solite chiacchere da politici. Verso la fine della cerimonia Prudhomme ha proposto la riduzione dei corridori per squadra ad un numero di 8, un provvedimento sicuramente necessario, che sembra sempre più avanzato nella testa degli organizzatori francesi. Ma andiamo a parlare del percorso.

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Circuiti mondiali

Con l’avvicinamento della prova iridata di Doha, mi sono riproposto di trovare i percorsi dei Mondiali in modo da analizzarne l’evoluzione e di avere indicazioni sui tracciati più vecchi, su cui si è fatta la storia del ciclismo. La raccolta di informazioni non è stata semplice e devo ringraziare quelli che hanno caricato i video su youtube, la raccolta del forum Ciclopassione e gli incredibili archivi di Erfgoed Leiden en Omstreken, fondamentali per gli anni ’50 e ’60.

Per i profili ho usato gli editor di cronoescalada, openrunner e ridewithgps.

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Qatar: Doha 2016 e non solo

Quest’ultima domenica è partita la tanto discussa edizione 2016 dei Mondiali di ciclismo su strada. Fonte di critiche è stata ovviamente la location: città cardine dell’evento è infatti Doha, capitale del Qatar. Questo fatto ha rappresentato la definitiva “consacrazione” del ciclismo che l’UCI, a partire dalla gestione Verbruggen, ha tentato di trasformare da sport basato su valori quali tradizione e passione a business dove ogni decisione viene presa in considerazione del ritorno economico della stessa.

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Un anno di ciclocross

La stagione è ricominciata da poco in grande stile con il Brico Cross di Geraardsbergen e le prime gare di Coppa del Mondo svoltesi nel Nord America e questo weekend i tre grandi “Challenge” torneranno anche in Europa, con il Superprestige di Gieten. Mi pare propizio fare un ripasso degli highlights dello scorso anno, sperando che i cinque mesi a venire ci regalino lo stesso se non ancor più spettacolo.

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Il campione nazionale

Da sempre la figura del campione nazionale e la sua maglia rappresentano nel ciclismo un simbolo, un segno distintivo ben riconoscibile nel plotone. Purtroppo però negli ultimi anni tali figure sono state sempre più “sconsacrate” perdendo parte del loro storico fascino. Personalmente ritengo la settimana delle prove nazionali come uno dei momenti clou della stagione, dal fascino pari quasi alle grandi classiche del Nord. Mi emoziona per la grande curiosità di scoprire chi avrà l’onore (e l’onere) di indossare quella maglia così ricca di fascino e anche su come questa sarà disegnata. Purtroppo infatti i tempi in cui tutti i campioni nazionali indossavano una divisa interamente dedicata sono finiti e, chi per un motivo chi per un altro, sempre più squadre preferiscono minimizzare la vista del simbolo del detentore del titolo, quasi fosse una vergogna. Molti dicono che questo “oscuri” la visione degli sponsor, spiegazione che personalmente non condivido: è tranquillamente possibile creare una divisa ben visibile ma che al tempo stesso lasci lo spazio che meritino agli sponsor, anzi, una maglia di campione nazionale ben fatta solitamente attira maggiormente l’attenzione dello spettatore rispetto al classico kit di una squadra. Per questo ho pensato di fare una rapida rassegna sulle diverse maglie dei detentori del titolo nazionale e le varie tipologie delle stesse.

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Proposta | Clásica de San Sebastián

La Donostiako Klasikoa ha avuto due drastici cambi di percorso negli ultimi sei anni: nel 2010 è stato aggiunto il doppio passaggio su Jaizkibel ed Arkale, dopo un’edizione piuttosto deludente, e nel 2014 è entrato in scena il Bordako Tortorra, un vero e proprio muro a pochi chilometri dall’arrivo, che, negli anni in cui ha figurato, ha sempre deciso la corsa. Il problema è che ora la gara si è ridotta ad una noiosa attesa della salita che porta al Monte Igeldo, dove vanno in scena gli scatti che decidono il risultato. Però questo, a mio modo di vedere, non può essere lo sviluppo di una classica, o almeno non di tutte.

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Tom Dumoulin e il cronoman che si difende in salita

Era da tempo che volevo preparare questo articolo e quale momento migliore se non dopo la Grande Boucle affrontata dall’olandese. Quella del passista che si difende in montagna per poi guadagnare terreno sugli scalatori è sempre stata una figura molto importante nel ciclismo. Infatti, oltre ai sempre affascinanti tentativi di rimonta, la presenza di uno o più di questi corridori induceva (e induce ancora) i più forti in salita ad attaccare, spesso con tattiche avventate, quasi suicide, ma spettacolari.

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