Analisi tappa 9 Giro d’Italia

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Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso del Blockhaus. Fine prima settimana, pendenze giuste, i più forti non potranno più nascondersi. Tappa corta (non quanto quella disegnata l’ultima volta che si è arrivati qui, nel 2009), con tutti gli occhi che saranno posti sul colosso abruzzese. Qualche strappo e salitella a precederlo (compreso un passaggio a Chieti, tante volte protagonista della Tirreno Adriatico), ma saranno un mero riscaldamento.

Meteo: È prevista una giornata temperata (tra i 23° e i 26°, non considerando la salita dove ovviamente scenderà la temperatura) e soleggiata. Ci sarà un leggero vento laterale lungo la costa, che poi diventerà favorevole quando il gruppo virerà verso Chieti. Le previsioni per l’ascesa finale sono variabili, ma il vento dovrebbe soffiare in faccia/di lato ai corridori. Non dovrebbe essere così forte da determinare l’esito della corsa, come invece è accaduto sull’Etna.

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Salita interattiva (cronoescalada)

Ufficialmente la salita comincia a Roccomorice, ma realtà lo fa molto prima, a Scafa. Da qui il gruppo inizierà ad arrampicarsi sulla Montagna dei briganti, passando per un tratto di 8,5 km al 5%, sufficiente ad affaticare le gambe di qualche gregario. Dopo un breve tratto di discesa, il gruppo si ritroverà a passare tra le vie di Roccamorice, dove il colosso inizia a mostrarsi.

Blockhaus ufficiale

In numeri totali ha una certa somiglianza con l’Alpe d’Huez, ma non c’è dubbio che sia più duro, soprattutto grazie al tratto centrale di 9400 metri al 9,4% (neanche a farlo apposta), con punte massime del 14% secondo l’organizzazione, del 16% secondo Cassani e Garzelli. La strada è stretta come quella di una salita vera, spesso esposta a sole e vento. Senza dubbio è l’arrivo in quota più duro di questa edizione del Giro, probabilmente è addirittura la salita più impegnativa in generale. La posizione del traguardo è la stessa del 2009 (profilovideo), ma il versante è completamente diverso, molto più duro. La Corsa Rosa ha affrontato il Blockhaus da questo lato solo nel 1973, ma di passaggio, con vittoria del Cannibale Eddy Merckx – profilovideo.

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Tra i -6 e -2 (proprio nella zona più dura) ci sarà una bella serie di tornanti. A 500 m dal traguardo la strada scenderà per 150 metri, per poi tornare a salire verso la linea d’arrivo. Se ci dovesse essere un gruppetto, la punta di velocità può essere importante, ma francamente la salita è troppo dura per potersi attendere uno sprint tra i big.

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Raffaele Filippetti (@raffilpt)

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