Analisi tappa 4 Giro d’Italia

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Dopo il trasferimento in Sicilia e il primo giorno di riposo, la carovana rosa si troverà ad affrontare la prima tappa importante di questo Giro. L’arrivo in salita sull’Etna è veramente molto impegnativo, soprattutto se si considera che è solamente la quarta di 21 frazioni. L’arrivo sarà lo stesso del 2011 (quando a tagliare il traguardo per primo fu un Contador che annichilì tutti i suoi avversari tranne l’ultramitico José Rujano, a cui poi andò la vittoria di tappa dopo la squalifica dello spagnolo), ma il vulcano più grande d’Italia sarà scalato questa volta da un altro, più impegnativo versante. Di questo parlerò tra poco.

Meteo: Giornata fresca e soleggiata. Si partirà con vento favorevole, fino alla salita finale dove dovrebbe diventare contrario. Salendo, però, la sua intensità si dovrebbe affievolire e cambiare addirittura direzione (passando a soffiare da est a ovest).

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Dopo un inizio pianeggiante dove dovremmo assistere ad una interessante lotta per la fuga del mattino (qualche squadra dei favoriti vorrà inserire un uomo per non essere costretta a tirare tutto il giorno), inizierà la Portella Femmina Morta. Salita eccezionalmente lunga, ma molto pedalabile. Probabilmente il gruppo la affronterà con un passo molto blando, non si staccheranno in molti.

Etna 2

Percorso interattivo del finale

Alla fine dell’altrettanto lunga discesa i corridori si troveranno a passare per un tratto pieno di sali-scendi, sui cui spicca il passaggio a Bronte, famosa per i suoi pistacchi. Prima del passaggio a Nicolosi, e quindi dell’inizio dell’ultima salita, il gruppo si troverà a scalare un’asperità che, nonostante non sia considerata GPM, conta 7 km al 5%, con un primo tratto di 4 km al 6,5%. Un buon riscaldamento.

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Profilo interattivo (cronoescalada)

Come detto in precedenza, il versante di scalata è diverso da quello del 2011 (video), sicuramente più duro (profilo 2011). Difficile pensare di vedere scatti prima del km 9,5. Probabilmente molti aspetteranno addirittura il chilometro 13,5 o il 14,5. L’ascesa è sufficientemente dura per fare distacchi, vedremo se ci sarà la voglia. Scenograficamente la scalata finale dovrebbe essere molto bella, con i ciclisti che passeranno accanto alle rocce vulcaniche fuoriscite in precedenti eruzioni.

L’ultimo chilometro è in falsopiano, quindi i corridori non dotati di una buona volata saranno costretti a presentarsi in solitaria se vorranno alzare le braccia sotto lo striscione d’arrivo.

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Raffaele Filippetti (@raffilpt)

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