Corridori TNT, chi è esploso e chi no

La stagione ciclistica europea è ormai finita da un po’ ed è giunto il momento di tirare le somme. In questo caso facciamo una revisione dei 10 potenziali corridori TNT, le mie scommesse. Chi ha deluso e chi invece è scoppiato in tutto il suo talento.

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Bennett vincitore nella seconda ed ultima tappa del Giro della Toscana

Sam Bennett (Bora-Argon 18). La stagione del ciclista irlandese è stata decisamente sottotono, con solamente tre vittorie. Segnata in parte da infortuni, era partita piuttosto bene, con un ottimo Tour of Qatar. I migliori risultati sono arrivati al Delfinato, dove ha raggiunto il podio nella prima tappa. Al Tour è riuscito ad arrivare a Parigi, cogliendo la seconda top 10 in carriera alla Grande Boucle proprio sugli Champs Élysées, ma è decisamente troppo poco per uno dalla sua qualità. Nel finale di anno ha ritrovato un po’ di forma, bissando il successo alla Paris-Bourges. Con l’arrivo di Sagan e dei suoi compagni dovrebbe avere meno spazi nel 2017.

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Dani Diaz, sempre in difficoltà nel 2016. Ciclismo Internacional

Dani Diaz (Delko Marseille Provence KTM). La mia scommessa più azzardata, fallita miseramente. L’argentino ha completato una stagione disastrosa, con due sole top 10. Ha ancora un anno di contratto, ma la sua seconda esperienza europea sembra essersi convertita in un calvario. Il Matagigantes non fa più paura a nessuno.

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La “figura” di Ezaro, dopo un’ascesa portentosa. Sirotti, steephill

Rubén Fernández (Movistar Team). Ha iniziato bene in Australia, con un 6° posto al Down Under. Il proseguimento però non è stato altrettanto buono, con l’occasione sprecata alla Paris-Nice e alcuni problemi fisici. Ha cominciato a riprendersi al Tour de Pologne, con un ottimo 6° posto nella generale ottenuto grazie ad una buona prestazione nella durissima tappa di Zakopane. L’esplosione è però arrivata alla Vuelta, con un’incredibile scalata a Ezaro, dove è riuscito addirittura a staccare Quintana, Froome, Valverde, Chaves e compagnia, prendendosi la maglia rossa. In appoggio ai leader si è poi reso protagonista di altre grandi prove, su tutte la scalata a Lagos de Covadonga, dove ha distrutto il gruppo. Purtroppo ha chiuso malissimo l’anno, con una caduta alla Milano-Torino e un’altra in allenamento, con frattura della mandibola.

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Vittoria a Castelo Branco, Volta a Portugal. Nuno Vega, LUSA

José Gonҫalves (Caja Rural). A livello .HC o inferiore ha mantenuto un livello simile a quello dello scorso anno, con un’importante vittoria in Turchia, ma purtroppo per lui le gambe gli sono mancate nelle corse più importanti: quelle WT. Non è riuscito a performare nemmeno alla Vuelta, dove problemi fisici l’hanno costretto al ritiro durante l’undicesima tappa, dopo una sola top 10, mentre nel 2015 fu uno dei grandi protagonisti della corsa. Ha comunque conquistato un contratto importante con la Katusha, vedremo se riuscirà a rendere al meglio.

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Jungels all’attacco ad Asolo in maglia rosa. Tim De Waele

Bob Jungels (Etixx-Quickstep). Come previsto il passaggio alla squadra belga ha funzionato alla perfezione per lui. La stagione è iniziata bene con il 3° posto nella generale della Tirreno Adriatico, dovuto soprattutto alla cronosquadre e alla soppressione della tappa di Monte San Vicino. Alle Ardenne è arrivato un po’ in ritardo di condizione, ma con un chiaro obiettivo: il Giro. Il lussemburghese si è prepato al Tour de Romandie, dove ha colto un buon 3° posto nella cronometro di Sion. Questo però non era altro che un assaggio di quello che avremmo visto nella Corsa Rosa, dove ha reso ad un livello eccezionale e sconosciuto, portando la maglia di leader e  cogliendo la sesta posizione finale. Per capire il balzo in avanti dato, basta dire che il peggior risultato di tappa è stato il 51° posto di Arnhem. Una caduta al Pologne, dove nutriva buone chance, e un pessima preparazione per la crono degli Europei di Plumelec gli hanno un po’ rovinato il finale di stagione, dove comunque ha aiutato Terpstra a vincere l’Eneco Tour con una grande prova nella tappa di Geraardsbergen.

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In maglia gialla nell’ultima tappa del Tour de Suisse. Getty

Miguel Ángel López (Astana Team). Il giovane talento colombiano ha iniziato la stagione subito in modo scoppiettante, chiudendo al 4° posto il Tour de San Luis, con annessa vittoria di tappa (sulla durissima salita di Filo Sierras Comechingones) davanti ai fratelli Quintana, e un 3° posto al Tour de Langkawi (+ vittoria di tappa nell’arrivo in salita), dove avrebbe molto probabilmente vinto se non fosse stato per una foratura inopportuna nella sesta tappa. Ma il suo risultato più importante è arrivato a giugno, al Tour de Suisse: la classifica generale della prima corsa a tappe WT, dimostrando un ottimo recupero e grandi passi in avanti dal punto di vista tattico e nelle prove contro il tempo. Alla Vuelta avrebbe dato probabilmente filo da torcere ai big, ma le cose sono andate storte fin dall’inizio, fino al ritiro nella 6° frazione, per infortunio. Nel finale di stagione è riuscito a vincere la Milano-Torino, con una bella azione di depistaggio dell’Astana, tattica troppe poche volte usata dalla squadra kazaka (ne ha pagato le conseguenze un altro corridore di questa lista). Senza dubbio López è arrivato per lasciare un segno.

Tour de France stage 12
Meintjes sul Mont Ventoux. Cor Vos, CyclingTips

Louis Meintjes (Lampre-Merida). L’inizio di stagione del giovane sudafricano è stato decisamente deludente, ma, nelle vicinanze del suo obiettivo stagionale, il Tour, ha ritrovato la gamba migliore, confermato dal buon 9° posto nella generale del Dauphiné. Alla Grande Boucle è riuscito ad entrare nei 10, che era il suo scopo, ma ha mostrato una preoccupante mancanza di iniziativa, non attaccando mai e pensando solo a difendersi. Il 4° posto sul traguardo di Saint-Gervais Mont Blanc, su cui si trova evidentemente bene visto che nel Delfinato 2015 si era piazzato 3°, è stata la sua unica top 5. Ha sfruttato l’ottima condizione a fine TDF alle Olimpiadi di Rio, dove ha colto un buonissimo 7° posto. Il suo anno si è chiuso alla Vuelta, dove ha offerto una prestazione anonima. Dovrà fare di meglio per mantenere quanto di buono si è detto su di lui.

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Rosa in solitaria sul traguardo di Arrate. Zikliamatore

Diego Rosa (Astana Team). Come previsto ha avuto poche possibilità di brillare, ma il corridore piemontese è riuscito comunque a mettersi in mostra. Il suo capolavoro è stato sicuramente l’assolo nella 5° tappa della Vuelta al Pais Vasco, unica vittoria stagionale. Un’ottimo 10° posto alla Liegi, unito ad una prestazione propositiva, ha iniziato a fargli capire che probabilmente il suo terreno sono le classiche e non i GT. Al Delfinato ha dovuto prendere le redini dell’Astana viste le condizioni di Aru e si è difeso più che bene, chiudendo in 8° posizione. Al Tour ha lavorato molto bene per il sardo, soprattutto sulle Alpi, ma non è riuscito a togliersi soddisfazioni personali. Il finale di stagione sembrava diretto verso una delusione, ma, quasi magicamente, è riuscito a ritrovare la gamba giusta in vista del Lombardia, dove era già stato molto bravo nel 2015. In questa prova l’Astana ha fatto un disastro tattico, con protagonista il solito Aru, e Rosa ha gestito la corsa in maniera alquanto particolare, per usare un eufemismo. Nonostante tutto ha chiuso al 2° posto, dietro ad uno scatenato Esteban Chaves. Il suo trasferimento alla Sky lascia molti dubbi, visto che all’Astana avrebbe potuto avere spazio, ma in vista delle classiche (suo conclamato obiettivo) potrebbe rivelarsi positivo.

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Vakoc all’attacco sullo strappo finale della Brabantse Pijl. Cor Vos

Petr Vakoc (Etixx-Quickstep). L’anno del ciclista ceco è stato semplicemente magnifico, l’esplosione più fragorosa. La sua stagione è iniziata con l’incredibile volata in rimonta di Stirling (tenete un occhio su di lui – video), segnale di quello che sarebbe venuto. Il buon 5° posto in Haut Var e il 2° al Provence, dietro solo a Voeckler che ha vinto in fuga a Cassis, hanno anticipato la storica doppietta a Ardèche e Drome. Alla prova con i big alla Strade Bianche non ha deluso, coprendo i due compagni all’attacco e staccando tutti i compagni di gruppo (tra cui c’erano anche Valverde e Van Avermaet) sullo strappo finale di Via Santa Caterina. Il successo gli è sfuggito per un soffio nella 6° tappa della Volta a Catalunya (ripreso all’ultimo chilometro), ma si è rifatto con gli interessi alla Brabantse Pijl, prova di grande prestigio, vinta con autorità. Alle Ardenne si è dimostrato ancora un po’ acerbo per distanze superiori ai 200 km. Al Tour de Suisse ha fatto vedere ottime prestazioni contro il tempo, prima dell’esordio ad una Grande Boucle marcata dal lavoro per i compagni di squadra. A fine anno ha ritrovato le migliori condizioni, prima in Canada (al Montreal è caduto a 500 metri dal traguardo mentre era nel gruppo di testa), poi al Wallonie (enorme rimonta nel finale) e ai Campionati Europei di Plumelec, dove ha colto un fantastico 5° posto. La stagione della conferma è sempre dura, ma ha le possibilità di arrivare al top. Soprattutto motivandosi con i video di Vandenbroucke.

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Wellens al termine dell’azione che gli è valsa la generale del Polonia. Szymon Gruchalski

Tim Wellens (Lotto-Soudal). Era senza dubbio il più famoso e titolato della lista, ma l’avevo inserito perché pensavo potesse raggiungere un traguardo molto importante: la vittoria in una delle Ardenne. Sono fermamente convinto che alla Amstel Gold Race avesse le gambe per riuscirci, ma ci ha provato da lontano invece di aspettare. E per questo non potremo mai lamentarci. Per questo lo stimo così tanto. La vittoria di tappa a Nizza, sempre prestigiosa, è l’unica soddisfazione del suo inizio di stagione. Sulle Ardenne si è mosso molto, ma come detto, la fortuna non lo ha assistito. È arrivato al Giro con tanta voglia di mettersi in mostra, cosa che gli riesce molto bene, e ha colto una vittoria di tappa sul traguardo di Roccaraso. Anche al nazionale belga non è riuscito a stare fermo, con condizioni meteo molto difficili, con il solo Gilbert ad impedirgli un driekleur che gli sarebbe stato da favola. Al Tour de Pologne ci ha regalato una delle più belle azioni dell’anno, nella 5° tappa: all’attacco per quasi tutta la corsa, è giunto al traguardo con distacchi abissali sugli inseguitori – risultati. Inutile dire che la corsa si è svolta in condizioni meteo proibitive. È riuscito quindi a vincere la generale della corsa a tappe WT polacca, sostituendo quella dell’Eneco Tour, suo terreno di caccia nel 2014 e 2015. Purtroppo gli organizzatori hanno infatti deciso di togliere la tappa vallonata, per favorire la preparazione degli sprinter per il Mondiale di Doha, quindi il percorso non si adattava alle sue caratteristiche. I suoi meravigliosi attacchi gli sono valsi ben tre premi Lasterketa Burua oltre al titolo finale. Una cosa è certa: quando c’è Wellens di mezzo difficilmente ci si annoia.

Tra i bonus risaltano senza dubbio Groenewegen e Roglic. La coppia della LottoNL-Jumbo ha portato grandissimi risultati alla squadra olandese, due scommesse sicuramente vinte. Il peggiore è stato certamente il brasiliano Kleber Ramos, risultato positivo ad un controllo fatto per le Olimpiadi di casa.

Faremo una lista anche per il 2017, mantenendo l’idea di analizzare gli outsider che possono esplodere.

Raffaele Filippetti (@raffilpt)

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