Circuiti mondiali

Con l’avvicinamento della prova iridata di Doha, mi sono riproposto di trovare i percorsi dei Mondiali in modo da analizzarne l’evoluzione e di avere indicazioni sui tracciati più vecchi, su cui si è fatta la storia del ciclismo. La raccolta di informazioni non è stata semplice e devo ringraziare quelli che hanno caricato i video su youtube, la raccolta del forum Ciclopassione e gli incredibili archivi di Erfgoed Leiden en Omstreken, fondamentali per gli anni ’50 e ’60.

Per i profili ho usato gli editor di cronoescalada, openrunner e ridewithgps.

-Nürburgring 1927 (x8)

Fu organizzato sullo storico circuito automobilistico del Nürburgring, “L’Inferno Verde”, ma con una variante: non si passava per il celeberrimo Karussel, ma per il terrificante muro dello Steilstrecke (profilovideo), rendendo il tracciato ancora più impegnativo. L’autodromo verrà riproposto in altre due occasioni dall’UCI (ma nel circuito classico) e in altre corse minori: dopo qualche anno di assenza dal calendario internazionale quest’anno la Rad-am-Ring è salita alla categoria 1.1. Ad aggiudicarsi la vittoria fu Alfredo Binda, il primo dei suoi tre trionfi iridati. Mappa interattivarisultati

Mondiale 1927 Nurburgring

Mondiale 1927 Nurburgring 2

-Copenhagen 1931

Non ho dettagli sul percorso, ma mi sembra giusto sottolineare questa edizione visto che fu corsa su 170 km… ma nella modalità di cronometro individuale. A trionfare fu la Locomotiva umana, Learco Guerra. Risultati

-Valkenburg 1938 (x27)

L’ultimo Mondiale ad aver preceduto la II Guerra Mondiale fu disputato a Valkenburg, la città che ha ospitato in più occasioni (ben 5) la prova iridata. In questo caso l’unica asperità che veniva affrontata era quella del Cauberg, anticipato della discesa del Geulhemmergerg, sterrata secondo alcune fonti. Va però specificato che all’epoca non era una rarità com’è invece ai giorni nostri. La vittoria andò al belga Marcel Kint. Mappa interattivarisultati

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-Valkenburg 1948 (x26)

Praticamente lo stesso circuito di dieci anni prima (solo 100 metri di differenza), ma con una guerra di mezzo. La vittoria questa volta andò a Alberic Schotte, con distacchi abissali sugli avversari. Mappa interattivarisultati

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-Copenhagen 1949

Risultati

-Moorslede 1950

Questo è stato uno dei tracciati più strani della storia: 2 passaggi nel circuito corto, 2 in quello lungo e per finire 7 in quello iniziale. Percorso comunque pianeggiante, ad imporsi fu nuovamente Alberic Schotte. Mappa interattivacircuitorisultati

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Il profilo del circuito corto

-Varese 1951 (x12)

Il Passo della Motta Rossa conta 5 km, ma la pendenza media (circa 3%) non lo rende esageratamente impegnativo. La maglia iridata andò sulle spalle di Ferdy Kubler, che anticipò i due italiani Magni e Bevilacqua. Lo stesso circuito fu usato nella prova a cronometro femminile del 2008Infomappa interattivarisultativideo

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-Luxembourg 1952

Risultati

-Lugano 1953 (x18)

La breve salita di Crespera è bastata a Fausto Coppi per demolire i suoi avversari e aggiudicarsi il primo ed unico titolo mondiale. Mappa interattivarisultati

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-Solingen 1954 (x16)

Nel circuito automobilistico del Klingenring fu organizzato uno dei Mondiali più duri della storia, con un percorso impegnativo e tempo da lupi. Non a caso a vincere fu un grande scalatore come Louison Bobet. Mappa interattivarisultativideo

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-Frascati 1955 (x14)

Tracciato complicato a Frascati, con arrivo in salita. Il grande caldo condizionò la corsa, con molti big (Bobet, Coppi e Magni tra i tanti) costretti al ritiro. A festeggiare fu il belga Stan Ockers. Mappa interattivarisultati

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-Copenhagen-Ballerup 1956 (x22)

Percorso completamente pianeggiante per Copenhagen, che ospitò per la quarta volta (quinta considerando quella del 1921, dove professionisti e dilettanti correvano ancora insieme) i Mondiali. Il Belgio dominò la prova, conquistando le posizioni 1°-2°-4°-5°-6°. La vittoria andò a quel fenomeno chiamato Rik Van Steenbergen, che chiuse davanti all’altro Rik (Van Looy). Mappa interattivarisultati

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-Waregem 1957 (x12)

Circuito piuttosto semplice, con la sola asperità del Tiegemberg (famoso ai giorni nostri per essere l’ultima difficoltà della E3 Harelbeke) a metà corsa. Van Steenbergen riuscì a vincere in casa ed arrivare alla quota di tre maglie iridate, secondo dopo Binda. Mappa interattivarisultati

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-Reims-Gueux 1958 (x14)

Percorso complicato nella prima parte, mentre nel finale si passò sul vecchio circuito automobilistico di Gueux. Ercole Baldini arrivò solo e con un gran vantaggio. Mappa interattivarisultati

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-Zandvoort 1959 (x28)

Tracciato completamente pianeggiante  sulla costa olandese. Negli ultimi 3 km i ciclisti passarono nel circuito automobilistico della città. Ad imporsi fu André Darrigade. Mappa interattivarisultati

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-Hohenstein-Sachsenring 1960 (x32)

Per il terzo anno consecutivo è un circuito motoristico ad ospitare la rassegna iridata, questa volta nella sua interezza. Il circuito del Sachsenring presenta una sola asperità, ma l’alto numero di giri ha reso sicuramente complicata la corsa. Fu Van Looy a vestirsi con i colori dell’arcobaleno. Mappa interattivarisultati

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-Berne 1961 (x22)

Tracciato esigente, ma non duro, quello svizzero, con Van Looy che riuscì a bissare il successo dell’anno precedente. Mappa interattivarisultati

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-Salò 1962 (x23)

Su questo circuito non ci sono molte informazioni, ma sicuramente passarono per l’asperità di Tolmini e arrivarono sulla salita del Belvedere dopo quasi 13 km, quindi il profilo non dovrebbe differire eccessivamente dal seguente. A trionfare in solitaria fu il francese Jean Stablinski. Mappa interattivarisultati

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Mondiale 1962 Salò 2.png

-Ronse 1963 (x17)

Il protagonista è il Kruisberg, ma non dall’Oudestraat (versante da cui viene affrontato durante il Giro delle Fiandre). Percorso relativamente semplice in cui a dominare fu di nuovo il Belgio, con Benoni Beheyt al primo posto e Rik Van Looy a chiudere la doppietta. Mappa interattivarisultati

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-Sallanches 1964 (x25)

Un tratto pianeggiante sulla costa del fiume Arve precedeva l’unica ascesa di giornata. 2800 metri non troppo arcigni erano l’unica possibilità degli scalatori di fare la differenza. Discesa altrettanto lunga e arrivo davanti all’aerodromo. Tra i professionisti a trionfare fu Jan Janssen, in una volata a tre contro Adorni e Poulidor. La prova dei dilettanti la vinse un giovanissimo Eddy Merckx, che si prese la sua prima maglia iridata dopo aver staccato i compagni di fuga sulla salita dell’ultimo giro. Mappa interattivarisultati

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-Lasarte 1965 (x14)

Il tracciato seguiva quasi interamente il circuito automobilistico del luogo (mappa). Le salite erano poco più che strappi, con l’ultima a circa 5 km dal traguardo. La vittoria andò a Tom Simpson che batté in uno sprint a due il tedesco Rudi Altig. Informazioni sul percorso trovate nell’archivio di Mundo Deportivo. Mappa interattivarisultativideo

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-Nurburgring 1966 (x12)

Seconda prova iridata nell’Inferno Verde, questa volta nell’anello classico. A vincere fu il fenomenale Rudi Altig, che si prese la rivincita per l’anno prima davanti ad avversari del calibro di Anquetil e Poulidor, rispettivamente 2° e 3°, e Gianni Motta, vincitore in carica del Giro. Mappa interattivarisultativideo

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-Heerlen 1967 (x20)

Circuito semplice, con solo una piccola asperità, nei Paesi Bassi. La vittoria andò al Kannibaal Eddy Merckx, campione del mondo per la prima volta tra i professionisti (vinse tra i dilettanti nel 1964). Mappa interattivarisultativideo

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-Imola 1968 (x18)

Tracciato relativamente duro sul circuito di Tre Monti, con un’unica salita a metà percorso, divisa in due. I primi e gli ultimi chilometri si svolgono nell’autodromo di Imola. La garà fu caratterizzata da una fuga con ciclisti del calibro di Van Looy, Agostinho e Adorni. Quest’ultimo s’involò in solitaria a circa 90 km dal traguardo per andare a vincere con l’incredibile vantaggio di 9’50” sul secondo classificato. Mappa interattivarisultativideo

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Profilo di RCS per il finale dell’11° tappa del Giro 2015, con il circuito di Tre Monti

-Zolder 1969 (x30)

È possibile disegnare un percorso peggiore di quello di Zolder 2002 in Belgio? Sì, e ci riuscirono nel 1969 nella stessa località fiamminga. Protagonista era il famoso circuito automobilistico, che comprendeva quasi il 50% del tracciato. A vincere fu l’olandese Harm Ottenbros. Mappa interattivarisultativideo

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-Leicester 1970 (x18)

Percorso molto semplice per il primo Mondiale inglese. Per circa 1,5 km si passava sul circuito di Mallory Park. Il vincitore però fu il magnifico Jean-Pierre Monseré (argento l’anno prima… tra i dilettanti), un talento incredibile, che purtroppo morì solamente 7 mesi dopo. Mappa interattivarisultativideo

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-Mendrisio 1971 (x16)

Esigente percorso svizzero, con la Torrazza di Novazzano (presente anche nel 2009) a decidere la corsa. Duello titanico tra Merckx e Gimondi, con l’indelebile immagine dei due affiancati sulla salita, con l’italiano che si ruppe addirittura la mandibola per tenere la ruota del belga. A vincere fu il Cannibale. Mappa interattivarisultativideo

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-Gap 1972 (x18)

Circuito complicato, con due salite, ma senza pendenze degne di nota. Indimenticabile il finale con Marino Basso che va a riprendere il compagno di squadra Bitossi, poi 2°. Mappa interattivarisultativideo

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-Barcelona 1973 (x17)

A detta di molti, il miglior Mondiale della storia. Non per il percorso, che prevedeva l’ascesa al Montjuic e un lungo tratto pianeggiante intermedio sfavorevole a qualsiasi azione solitaria, ma per la risoluzione e le conseguenze. A vincere fu Felice Gimondi , che si prese la rivincita per tre anni prima su Merckx (solo 4°),  su un giovanissimo Freddy Maertens e Luis Ocaña. Mappa interattivarisultativideo

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-Montréal 1974 (x21)

Per la prima volta nella storia la rassegna iridata abbandona il Vecchio Continente e lo fa per approdare in Canada. Furono affrontate le stesse due salite dell’attuale GP de Montréal, oltre ad una breve côte (du Vesinet). L’arrivo rispetto alla prova WT è però più vicino al Polytechnique. Mappa interattivarisultativideo

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-Yvoir 1975 (x20)

La piccola località della Vallonia presentò un percorso con le difficoltà concentrate alla fine e l’arrivo in cima ad una salita. Il Belgio si presentava con De Vlaeminck e Merckx, ma fu beffato da Hennie Kuiper. Mappa interattivarisultativideo

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-Ostuni 1976 (x8)

Uno dei circuiti più lunghi della storia, ma con poche difficoltà altimetriche. A vincere fu il magnifico Freddy Maertens su Francesco Moser. Infomappa interattivarisultativideo

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-San Cristobal 1977 (x15)

Secondo Mondiale extra-europeo, il tracciato venezuelano era piuttosto esigente. Moser riuscì a rifarsi della sconfitta dell’anno precedente. Mappa interattivarisultati

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-Nürburgring 1978 (x12)

Terza ed ultima occasione in cui il complicato circuito automobilistico ha ospitato un Mondiale. Moser fu di nuovo secondo, per un soffio dietro a Gerrie Knetemann. Mappa interattivarisultati

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-Valkenburg 1979 (x17)

Dopo una lunga assenza (ben 31 anni) la rassegna iridata torna a Valkenburg e lo fa sostituendo la discesa del Geulhemmergerg con il semplice Bemelerberg. A vincere fu l’idolo di casa Jan Raas, in una volata ristretta segnata dalla caduta di Battaglin. Mappa interattivarisultati

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-Sallanches 1980 (x20)

Per molti il Mondiale più duro della storia, con ragione probabilmente. La dura Côte de Domancy in mezzo al percorso e le condizioni meteo hanno permesso a solamente 15 corridori, su 107 partenti, di giungere al traguardo. Trionfò Hinault. Questo tracciato è stato più volte usato al Criterium du Dauphine e la salita è stata protagonista nella cronoscalata del Tour 2016. Mappa interattivarisultativideo

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-Prague 1981 (x21)

Circuito ondulato, ma non particolarmente selettivo. L’ultima (semplice) asperità si concludeva a soli 700 metri dal traguardo, con il finale in leggera ascesa. Maertens mise il secondo sigillo, battendo in volata Saronni e Hinault. Mappa interattivarisultativideo

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-Goodwood 1982 (x18)

Quello di Goodwood fu principalmente un “uphill sprint” puro, con la sola ascesa finale a caretterizzare il percorso. Dopo 8 km si passava per il circuito motoristico della città. La famosa fucilata di Saronni gli valse il titolo. Mappa interattivarisultativideo

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-Altenrhein 1983 (x18)

Difficile percorso svizzero, con le salite relativamente lontane dal traguardo. Prima maglia arcobaleno per Greg LeMond. Mappa interattivarisultati

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-Barcelona 1984 (x19)

Stesso arrivo del 1973, ma circuito decisamente più impegnativo, con molti sali-scendi e strade strette. Fu Claude Criquielion ad aggiudicarsi il titolo iridato. Mappa interattivarisultativideo

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-Montello 1985 (x18)

La sola salita del Montello creò una buona selezione e Joop Zoetemelk (a 40 anni, il più vecchio vincitore della storia)  riuscì ad anticipare i più quotati LeMond e Argentin, che lo accompagnarono sul podio. Infomappa interattivarisultativideo

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-Colorado Springs 1986 (x17)

Gli stradoni dell’Air Force Academy ospitarono i Mondiali del 1986, su un percorso ondulato, ma non particolarmente duro. La vittoria andò ad uno dei più forti vallonari di tutti i tempi, Moreno Argentin. Mappa interattivarisultativideo

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-Villach 1987 (x23)

Circuito mosso, ma in cui non era facile fare la differenza. L’Irlanda controllò la corsa per Sean Kelly, ma Roche riuscì ad anticipare la volata, nonostante avesse lavorato durante tutto l’ultimo giro per il capitano. Era il suo anno. Mappa interattivarisultativideo

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-Ronse 1988 (x20)

Torna Ronse dopo 25 anni, ripetendo il Kruisberg, ma aggiungendo Hotond e ponendo l’arrivo sulle strade della città, a salita iniziata. Fu un Mondiale drammatico per il Belgio: Criquielion, lanciato verso il trionfo, fu atterrato da Steve Bauer. La vittoria andò a Fondriest, che sembrava tagliato fuori nella volata a tre. Qui fu scattata una delle foto più iconiche della storia del ciclismo. Mappa interattivarisultativideo

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-Chambery 1989 (x21)

Uno dei percorsi più duri di sempre corso sotto un tempo da lupi. All’ultimo giro, sulla salita di Montagnole, si assisté ad un gran duello tra Fignon e LeMond. Riuscì poi a rientrare Kelly, ma i suoi sogni di gloria furono infranti dal secondo titolo di LeMond. Mappa interattivarisultativideo

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-Utsunomiya 1990 (x18)

Diversi strappi a caretterizzare il percorso, con il più duro proprio all’inizio del circuito. Il Belgio fece una doppietta sorprendente, con Dhaenens che concluse davanti a De Wolf. Lo stesso circuito veniva usato alla Japan Cup fino al 2015, quando è stata tagliata la parte finale. Mappa interattivarisultativideo

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-Stuttgart 1991 (x16)

Mondiale caratterizzato da una salita lunga ma non particolarmente arcigna. Gli scalatori riuscirono comunque a fare la differenza: il gruppo di 4 che si gioco la vittoria era composto da Indurain, Mejia, Rooks e Bugno. Ad alzare le braccia fu quest’ultimo. Mappa interattivarisultativideo

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-Benidorm 1992 (x12)

Tracciato costituito nuovamente da un’ascesa lunga e pedalabile. Il rettilineo finale era in leggera salita e vide la magnifica volata che portò al bis di Gianni Bugno. Mappa interattivarisultativideo

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-Oslo 1993 (x14)

Mosso ma non duro, il Mondiale di Oslo venne reso una gara ad eliminazione dal diluvio che si abbatté sui corridori. A trionfare fu un giovanissimo (solo 21 anni) Lance Armstrong. Al secondo posto si piazzò Miguel Indurain. Mappa interattivarisultativideo

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-Agrigento 1994 (x19)

Circuito impegnativo, caratterizzato dal complicato arrivo in salita tra le vie della città siciliana. La nazionale francese gestì alla perfezione il finale e portò alla vittoria Leblanc, che chiuse davanti a Chiappucci e al connazionale e compagno di squadra Virenque. Mappa interattivarisultativideo

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-Duitama 1995 (x15)

Senza dubbio il Mondiale più adatto agli scalatori puri della storia del ciclismo. E non solo per la durezza di El Cogollo, ma anche per il fatto che la prova si mantenne costantemente sopra i 2490 metri di altitudine. La nazionale spagnola anticipò gli avversari di Indurain con Olano, che riuscì poi ad arrivare al traguardo in solitaria, nonostante una foratura nel finale. Mappa interattivarisultativideo

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-Lugano 1996 (x15)

Quello svizzero dovrebbe essere secondo me il circuito di base per ogni Mondiale duro: due salite, la prima più impegnativa e arrivo dopo circa 3 km dalla fine della discesa. Vinse il titolo Johan Museeuw, su un percorso che sembrava troppo duro per lui, grazie ad una “fuga”, da cui attaccò insieme a Gianetti (poi 2°). Mappa interattivarisultativideo

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-San Sebastian 1997 (x19)

Tracciato semplice, per la maggior parte del tempo su strade ampie. A metà della prova era previsto un piccolo strappo, non sufficiente comunque a fare una seria selezione. Grazie alle condizioni meteo avverse, la corsa si ruppe e si giocò la vittoria una fuga tardiva. Mappa interattivarisultativideo

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-Valkenburg 1998 (x15)

Circuito quasi identico a quello del ’79 (solo alcune centinaia di metri erano diverse), con il solito Cauberg protagonista. Anche questa edizione si svolse in condizioni meteo difficili. Oscar Camenzind arrivò al traguardo da solo, seguito da Van Petegem e Bartoli. Mappa interattivarisultativideo

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-Verona 1999 (x16)

La pedalabile salita di Torricelle era l’unica difficoltà di un percorso comunque interessante. Primo colpo di Oscar Freire, che riuscì ad anticipare gli avversari attaccando a 700 metri dalla linea d’arrivo. “El genio del arcoíris”. Mappa interattivarisultativideo

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-Plouay 2000 (x19)

Tracciato non particolarmente impegnativo, con due strappi, ma non sufficientemente duri. Praticamente identico al circuito breve che decide il Gp de Plouay, ma con un inizio diverso della Ty Marrec: sulla strada principale per il Mondiale, in una più stretta e dura per la classica di categoria WT. Nella caotica volata a spuntarla fu il lettone Vainsteins. Mappa interattivarisultativideo

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-Lisboa 2001 (x21)

Percorso piuttosto duro sulla carta, ma gli scalatori non riuscirono a fare la differenza. Secondo sigillo di Freire. Mappa interattivarisultativideo

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-Zolder 2002 (x20)

Tracciato semplicissimo, con uno sprint praticamente assicurato fin dalla vigilia. La corsa si concludeva nell’autodromo di Zolder. La vittoria andò a Cipollini. Mappa interattivarisultativideo

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-Hamilton 2003 (x21)

La rassegna iridata torna in Canada 29 anni dopo Montreal 1974 e lo fa con un percorso complicato, ma che si svolgeva per molti chilometri su delle strade molto ampie. La Spagna riuscì a chiudere con una doppietta, con Astarloa a precedere un giovanissimo Valverde. Mappa interattivarisultativideo

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-Verona 2004 (x18)

Dopo soli 5 anni la città veneta ospita nuovamente il Mondiale. Il circuito era molto simile a quello precedente, ma venne accorciato leggermente togliendo un tratto pianeggiante nella prima metà. Tris storico di Freire, che raggiunse Binda, Van Steenbergen e Merckx come plurivincitori. Mappa interattivarisultativideo

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-Madrid 2005 (x13)

Circuito mosso tra le strade della capitale spagnola, senza però pendenze capaci di selezionare i più forti. A vincere nella volata finale fu Tom Boonen, davanti a Valverde. Mappa interattivarisultativideo

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-Salisburgo 2006 (x12)

Continuando la serie di percorsi da volata ristretta, quello austriaco prevedeva le asperità concentrate a metà gara, con un finale pianeggiante che favoriva il ritorno del gruppo. Nelle curve finali però Samuel Sanchez riuscì a staccare un drappello di quattro corridori, con Bettini, Zabel e il compagno di squadra Valverde, ordinati secondo le posizioni sul podio finale. Mappa interattivarisultativideo

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-Stuttgart 2007 (x14)

Circuito decisamente complicato a Stoccarda, con le salite concentrate nella prima parte e il finale in leggera salita. Bis di Bettini. Mappa interattivarisultativideo

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-Varese 2008 (x15)

Tracciato non duro, ma comunque buono, con due asperità e il finale nell’ippodromo “Le Bettole”. La nazionale italiana dominò in lungo e in largo la gara, chiusa con la doppietta Ballan-Cunego. Mappa interattivarisultativideo

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-Mendrisio 2009 (x19)

Circuito sicuramente duro, con la salita di Castel San Pietro (conosciuta anche come Acquafresca) all’inizio e la Torrazza di Novazzano, presente anche nel 1971, nel finale. Cadel Evans si presentò al traguardo in solitaria. Mappa interattivarisultativideo

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-Geelong 2010 (x11)

Un lungo tratto in linea (di 82,5 km) precedeva l’entrata nel circuito. Questo conteneva due impegnativi strappi su cui Gilbert riuscì a staccare tutti, ma il lungo tratto pianeggiante e il vento contrario lo fermarono. L’arrivo in leggera salita premiò Thor Hushovd. Mappa interattivarisultativideo

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-Copenhagen 2011 (x17)

Tratto in linea decisamente più corto (22 km) e 17 giri ad un circuito pianeggiante. L’arrivo era in leggera salita. A vincere fu Mark Cavendish. Mappa interattivarisultativideo

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-Valkenburg 2012 (x10)

Altro tratto in linea per iniziare, questa volta di 28 km, per poi raggiungere lo stesso circuito del 1979, con Bemelerberg e Cauberg. Sulla sua salita, Gilbert staccò tutti e giunse al traguardo a braccia alzate. Mappa interattivarisultativideo

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-Firenze 2013 (x10)

Per il 4° anno consecutivo la prova iridata parte con un tratto in linea, questa volta di 106,6 km tra le campagne toscane. Il circuito era molto duro, con l’impegnativa salita a Fiesole e il breve ma arcigno strappo di Via Salviati. A vincere fu Rui Costa, dopo un ultimo giro fantastico. Ho usato il profilo ufficiale perché è di gran lunga il migliore mai presentato per un Mondiale. Mappa interattivarisultativideo

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-Ponferrada 2014 (x14)

Torna il classico modello composto da soli circuiti. Le salite di Montenares e Compostilla non erano sufficientemente difficili per favorire gli scalatori, ma il percorso era comunque esigente. La scelta del circuito fu combattuta, con l’UCI che rifiutò la proposta del Lombillo e altre alternative per migliorarlo. Ad esultare fu Kwiatkowski, che anticipò gli avversari nella discesa della penultima ascesa. Mappa interattivarisultativideo

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-Richmond 2015 (x16)

Tracciato in gran parte pianeggiante, ma che nell’ultima parte presentava una serie di tre brevi strappi, i primi due in pavè (non comunque paragonabile a quello delle Fiandre). A vincere fu Peter Sagan, muovendosi sulla penultima difficoltà. Mappa interattivarisultativideo

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-Doha 2016 (x7)

Torna di moda la partenza in linea, con un tratto di 151 km in mezzo al deserto, praticamente unico oggetto di interesse in caso di presenza di vento, che infatti ha fatto esplodere la corsa. Nel circuito, il più piatto della storia, il gruppo degli attaccanti non è stato anticipato e la volata se l’è aggiudicata Peter Sagan, al bis consecutivo. Sul podio anche Cavendish e Boonen. Per la prima volta nella storia tutti e tre i componenti avevano già indossato la maglia iridata in passato. Mappa interattivarisultativideo

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-Bergen 2017 (x12)

Nuova partenza con un tratto in linea (di 41 km) prima di raggiungere il circuito (profilo completo). Questo prevede tre salite nella prima metà, con Salmon Hill (sul Mount Ulriken) come protagonista. La parte finale prevede qualche sali-scendi e un tratto in lastricato a 3 km dal traguardo. Mappa interattiva

mondiale-2017-bergen

-Innsbruck 2018

Non è ancora stato svelato ufficialmente, ma dovrebbe prevedere la lunga ascesa di Igls. Il percorso dovrebbe essere da scalatori puri, come vi avevamo anticipato -> Possibilità per Innsbruck 2018.

-Yorkshire 2019

È stata solamente annunciata la regione che ospiterà il Mondiale, ancora non si hanno indiscrezioni sul percorso.


In conclusione si può dire che in passato ci sono stati molti circuiti semplici, affiancati da qualcuno particolarmente duro. Il problema però è che l’andamento non si è adattato all’evoluzione del modo di correre: mentre in un percorso come quello di Leicester 1970 riuscirono a muoversi i big, ora sarebbe una volata praticamente assicurata.

Alcune statistiche: Valkenburg e Copenhagen sono state le città che hanno ospitato in più occasioni (5) i Mondiali per professionisti (anche se la capitale danese arriva a 6 con quello del 1921); il Cauberg è stata la salita affrontata più volte, ben 96; tra i percorsi presi in considerazione, in 7 occasioni si può dire che un Mondiale si sia concluso in salita (la cifra è soggettiva, dipende da cosa uno intenda per arrivo in salita), in 8 il circuito è stato completamente pianeggiante e per 12 volte ha incluso un autodromo nel suo tracciato.

Continuerò ad aggiornare questo post con il passare del tempo. Se avete informazioni su circuiti non elencati o se avete delle correzioni non esitate a contattarci!

Raffaele Filippetti (@raffilpt)

(foto in evidenza di Graham Watson)

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2 pensieri su “Circuiti mondiali

  1. Pingback: Possibilità per Innsbruck 2018 – Lasterketa Burua

  2. Pingback: Percorsi Campionati Nazionali 2017 – Lasterketa Burua

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