Analisi tappa 8 Giro d’Italia

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Si lascia l’Umbria in direzione Toscana per una delle tappe più interessanti di questa Corsa Rosa. Dopo il Finestre dello scorso anno torna infatti lo sterrato, presente per la 5° volta nelle ultime sette edizioni (Montalcino 2010, Orvieto 2011, Finestre 2011 e 2015 oltre ad Arezzo 2016). Importante il fatto che la strada bianca torni in una tappa di media montagna, le più adatte per massimizzare le qualità di questo particolare terreno.

Previsioni Arezzo
Previsioni per Foligno (destra) e Arezzo (sinistra) da ilmeteo

Il meteo previsto per domani non piacerà a gran parte del gruppo. La pioggia dovrebbe trasformare lo sterrato in fango e tutte le discese diventeranno più tecniche.

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Percorso interattivo del circuitoProfilo interattivo della salita

Video dei primi metri di sterrato

Dopo la sostituzione della Rassinata per problemi al manto stradale, la corsa vera inizierà al primo passaggio sull’arrivo. Dopo soli 5 km inizia la grande protagonista di giornata: l’Alpe di Poti. Questa salita contiene l’unico tratto di sterrato di giornata (6,4 km di lunghezza), grande differenza rispetto a Montalcino (video) e Orvieto, le altre due tappe di media montagna che sono passate su questa superficie. Si inizia subito forte, con 3,4 km al 9,1%. Proprio a metà di questo segmento inizia la strada bianca e poco dopo si trova la rampa con maggiore pendenza, 14%. Gli ultimi 2 km di questo tratto misurano un 10,6% di pendenza media. Dopo 1,5 km in falsopiano, anche in discesa per poco, si ricomincia a salire e lo si farà per altri 3,75 km. Se questo non fosse già sufficente, con le condizioni meteo previste, l’Alpe di Poti guadagnerà ancora in epicità e durezza.

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Fino alla Foce di Scopetone i corridori pedaleranno su una strada secondaria. I primi 2 km di discesa sono piuttosto tecnici e qualcuno potrebbe provare a fare la differenza, soprattutto se l’asfalto fosse bagnato. Il falsopiano (lungo 3,5 km) seguente sarebbe chiave se qualche leader fosse all’attacco con un compagno. A seguire altri 2 km e mezzo di discesa tecnica dopo i quali i ciclisti raggiungeranno la strada principale. Da qui mancheranno 10 km al traguardo.

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Il finale presenta uno strappo all’ultimo chilmetro. Questo arrivo lo conosciamo bene visto che è stato affrontato due volte negli ultimi anni (2014 e 2015) alla Tirreno-Adriatico. Il primo tratto non era solito avere una grande importanza perché si arrivava lanciati, ma questa volta la velocità in entrata dovrebbe essere notevolmente minore e quel tratto all’11% dovrebbe farsi sentire. Gli ultimi 500 metri in lastricato dovrebbero essere resi scivolosi dalla pioggia, rendendo quindi la volata molto particolare.

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Video del finale della Tirreno-Adriatico 2015, con vittoria di Van Avermaet su Sagan e Stybar:

Raffaele Filippetti (@raffilpt)

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