“Sole a catinelle”

Sebbene in cima al Monte San Vicino nella giornata di domenica non ci fosse proprio il sole, il titolo del film di Checco Zalone mi sembra perfetto per descrivere il paradosso vissuto nel weekend appena passato.

Fin da poco dopo la fine della 4° tappa si è iniziato a parlare di una riunione che avrebbe preso luogo nelle ore successive tra organizzatori, rappresentanti dei ciclisti e dell’UCI riguardo alle pessime previsioni meteo che erano annunciate per il giorno seguente, che prevedeva l’unica tappa di montagna della corsa. Circa alle 18 è arrivata la notizia, per certi lati scioccante, dell’annullamento della tappa, senza possibilità di alternative. Nella storia recente non è mai successo che in corse di livello mondiale sia stata annullata una tappa alla vigilia della stessa. Le motivazioni erano la previsione e la presenza di neve sulle salite di giornata, già dai 700 metri di altitudine. Senza dubbio le condizioni erano estreme, ma rimane il fatto che questa è sembrata fin da subito una decisione estremamente avventata, già che molte volte si è aspettata la mattina seguente per vedere come si sarebbe evoluta la situazione, come fatto ad esempio nella frazione di Val Martello al Giro 2013.

https://i0.wp.com/cycling-passion.com/wp-content/uploads/2013/05/Giro-d-Italia-2013-stage-19-canceled-Passo-del-Tonale-May-24.jpg
Situazione sul Tonale al Giro 2013

Va anche sottolineato che la decisione è stata presa seguendo le previsioni meteo che, appunto, sono previsioni e non la certezza assoluta. Basta ricordare, sempre rimanendo in casa RCS, il recente caso della Strade Bianche, in cui erano annunciate condizioni dantesche, paragonabili a quelle della famosa tappa di Montalcino del Giro 2010, mentre durante la corsa le gocce di pioggia sono state ridottissime.

Rispondendo alle numerose critiche che gli sono state rivolte la mattina seguente, soprattutto dallo staff e dai corridori dell’Astana, Mauro Vegni ha affermato che era stato preparato un Piano B (a differenza di quanto detto da molti), ma che nemmeno questo fosse praticabile visto che, come detto, le previsioni annunciavano neve già dai 700 m di altitudine. Ha poi aggiunto, replicando a Massimiliano Lelli (ex-pro, ora commentatore per RaiSport), che aveva proposto una cronoscalata come alternativa alla frazione cancellata, che la decisione andava presa obbligatoriamente il sabato perché “le autorità locali dovevano organizzare centinaia di volontari e ufficiali di polizia”. Ha anche aggiunto alla Gazzetta: “Un eventuale Piano C a fondo valle senza salite non avrebbe avuto senso tecnico e allora tanto valeva annullarla”.

Inizierei dicendo che un Piano B che non è utile in caso di neve non è un vero Piano B. Riguardo ai problemi organizzativi delle autorità locali, premettendo che la cronoscalata proposta da Lelli non era neanche da prendere in considerazione, sarebbero stati gli stessi che si hanno in ogni situazione di questo tipo, niente di impossibile evidentemente. Riguardo alle parole sul “Piano C a fondovalle” Vegni dimostra un’incredibile mancanza di conoscenza del territorio, più volte attraversato dalle sue corse tra l’altro. A seguire infatti un’alternativa che non oltrepassa mai i 600 metri di altitudine, si conclude a Matelica (città che ha pagato per l’arrivo di Monte San Vicino) e che presenta asperità capaci di rompere il gruppo e di dare spettacolo grazie ad un impegnativo circuito da ripetere due volte.

Alternativa Castelraimondo

Fin da subito è sembrato che RCS volesse contrapporsi alla scelta di ASO, che nella terza tappa della Paris-Nice ha aspettato molto prima di stoppare una corsa sulle quale stava scendendo una copiosa nevicata fin dai primi chilometri. Questo sembra essere lo stesso pensiero di Yvon Madiot, uno dei più danneggiati dalla decisione, visto che Pinot non ha potuto affrontare la frazione a lui più congeniale: “È sembrato che gli organizzatori abbiano voluto essere i primi ad attuare l’Extreme Weather Protocol“.

In definitiva, giustissimo pensare alla salute dei corridori, ma senza arrivare ad estremi in cui si rischia di cadere nel ridicolo, come annullare una tappa per previsioni di neve.

Raffaele Filippetti (@raffilpt)

Annunci

2 pensieri su ““Sole a catinelle”

  1. Pingback: Analisi tappa 12 Tour de France – Lasterketa Burua

  2. Pingback: Corridori TNT, chi è esploso e chi no – Lasterketa Burua

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...