Quelli che prima di pedalare…

Spesso quando pensiamo ai corridori crediamo che nella loro carriera sportiva siano sempre stati in sella ad una bici. Nella maggior parte dei casi è effettivamente così, ma esistono alcune interessanti eccezioni. Ecco qualche caso di chi, prima di dedicarsi a questo sport, ha ottenuto buoni risultati in altre attività.

Primoz Roglic, il saltatore con gli sci

Il nuovo ventiseienne scalatore sloveno in casa Lotto – Jumbo, che ha appena concluso la Volta ao Algarve al quinto posto, ha un ottimo passato nel salto con gli sci. In questo sport è riuscito a conquistare la vittoria in due occasioni nella Coppa Continentale (il secondo circuito a livello mondiale dopo la Coppa del Mondo) e a vincere la prova a squadre nel mondiale juniores del 2007. Proprio pochi giorni dopo il successo mondiale è stato vittima di una brutta caduta sulla pista di Pianica. Dopo essersi reso conto di non poter competere con i migliori ha deciso di lanciarsi in nuova avventura. Durante la sua carriera da saltatore non poteva praticare ciclismo, poiché, a causa del movimento ripetitivo, avrebbe appesantito la muscolatura e di conseguenza perso velocità; ha inoltre confessato che in gioventù non avrebbe mai immaginato di avvicinarsi a questo sport. Ma nel 2012 ha acquistato la sua prima bici e si è reso conto di esserci portato, riuscendo subito a farsi notare tra gli amatori. L’anno seguente si è accasato nell’Adria Mobil, formazione Continental slovena, in cui nel 2015 si è messo in luce aggiudicandosi il Tour de l’Azerbaijan, davanti a Chris Horner, e il Tour de Slovénie, avendo la meglio su Mikel Nieve. Ogni tanto però il pensiero torna ai tempi andati…

Sean Lake e Bridie O’Donnell, i canottieri

Tra gli australiani che hanno fatto parlare di sé all’inizio dell’anno ci sono sicuramente Sean Lake, terzo a sorpresa ai campionati nazionali a cronometro alle spalle di Rohan Dennis e Richie Porte, e Bridie O’Donnell, che ha stabilito un nuovo Record dell’Ora femminile (46,882 km) lo scorso 22 gennaio, entrambi con un passato nel canottaggio. Sean Lake, attualmente in forza all’Avanti Racing, ha partecipato ai campionati del mondo di canottaggio under 23 dal 2011 al 2013 e mirava a far parte dell’equipaggio del quattro senza pesi piuma a Rio 2016 o a Tokyo 2020, dove avrebbe avuto maggiori possibilità di essere selezionato. Tuttavia la pressione di mantenere sotto controllo il peso (per gareggiare nei pesi piuma il peso medio dell’equipaggio deve essere 70 kg e nessun canottiere può superare i 72,5 kg, mentre ora ne pesa 77) l’ha spinto a virare verso il ciclismo. Nel 2014 e nel 2015 ha preso parte alle National Road Series con una squadra locale (l’African Wildlife Safaris Cycling Team), riuscendo ad aggiudicarsi per due anni consecutivi la Grafton to Inverell, una delle più prestigiose corse australiane.

Sean Lake, in maglia UniSA, in fuga con Martin Keiser nella prima tappa del Tour Down Under – ridemedia.com

Diversa la storia di Bridie O’Donnell. Sette volte campionessa nazionale nel canottaggio, nel 2007 ha risposto alla chiamata di Cycling Australia (la federazione ciclistica australiana) che cercava potenziali specialiste delle prove a cronometro provenienti da altri sport. Nel 2008, pochi mesi dopo aver iniziato la sua avventura nel ciclismo, è riuscita a conquistare il titolo nazionale contro il tempo avendo la meglio su Sara Carrigan, campionessa olimpica in carica della prova in linea. Questo successo non le è bastato però per essere convocata a Pechino 2008, il suo grande obiettivo. Nel 2010, già trentaseienne, ha provato il grande salto correndo in due squadre professioniste italiane, trovandosi però a fronteggiare alcuni degli aspetti peggiori del ciclismo femminili, come la mancanza di privacy e le eccessive pressioni psicologiche da parte di alcuni direttori sportivi. A ottobre 2015, divisa tra la carriera medica e il suo impegno nel Rush Women’s Team (team australiano in cui è sia ciclista sia manager), ha annunciato di voler provare a battere il Record dell’Ora femminile stabilito da Molly Shaffer Van Houweling a settembre di quell’anno (46.273 km), impresa poi che è riuscita a realizzare.

Bridie O’Donnell alla caccia del Record dell’Ora. Cervélo

Greg Van Avermaet, il portiere

Greg Van Avermaet, sul podio nel 2015 sia del Giro delle Fiandre che della Parigi – Roubaix, proviene da una famiglia di ciclisti ma all’inizio non ha seguito le orme dei suoi parenti e si è dedicato al calcio. Dopo aver giocato nella squadra locale, si è trasferito al Beveren, una delle principali squadre belghe. Sperava di poter seguire le orme di portieri che avevano fatto la storia del club, come Jean-Marie Pfaff ma, a 18 anni, chiuso in prima squadra da Copa e nelle giovanili da Davino Verhulst, non ha trovato molto spazio. Perciò si è preso una licenza, periodo in cui ha corso le sue prime sette gare in bici. L’inverno seguente ha provato a tornare a giocare il calcio, ma ha deciso di abbandonarlo definitivamente e di dedicarsi completamente al ciclismo. Prima di approdare alla BMC nel 2011, è stato compagno di squadra per tre anni di Glenn D’Hollander, fratellastro che gli ha regalato la sua prima bici quando era ancora un calciatore e che, notato il suo talento, gli ha consigliato di provare a gareggiare almeno una volta. Rimane ancora un grande appassionato di calcio e non disdegna di tornare in campo di tanto in tanto.

Friday I was back in football modus! #passion #nike

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Martina Sáblíková, pattinatrice di velocità e specialista delle prove contro il tempo

A differenza dei precedenti casi, Martina Sáblíková non ha lasciato uno sport per dedicarsi completamente al ciclismo: la sua stagione si divide infatti tra pattinaggio di velocità in inverno (in cui ha conquistato 5 medaglie olimpiche e 15 titoli mondiali) e gare in bici in estate (dove ha vinto 5 titoli nazionali a cronometro e 3 in linea). La pratica di uno dei due sport è un’ottima preparazione per l’altro ma, come spiegato da Martina, conciliare le due attività ad alto livello non è facilissimo ed è fondamentale gestire al meglio gli sforzi per evitare il sovrallenamento. Dopo aver concluso al 28° posto i mondiali a cronometro nel 2011, sollecitata dal suo allenatore e da Clara Hugles (che come lei in carriera si è divisa tra pattinaggio di velocità e ciclismo ed è una delle pochissime atlete ad aver conquistato medaglie sia alle Olimpiadi estive sia a quelle invernali), ha deciso di provare ad inseguire la qualificazione a Rio 2016. Seppur non considerava il percorso di Richmond molto adatto alle sue caratteristiche, è riuscita a concludere la prova dodicesima, conquistando un posto per la cronometro olimpica in cui spera di poter lottare per una top 10. Al momento il pattinaggio di velocità rimane la sua priorità, ma non esclude in futuro di dedicarsi al ciclismo a tempo pieno.

Martina Sablikova in azione agli ultimi campionati europei di pattinaggio di velocità. Reuters

Matt Supertram (@mattsupertramp9)

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2 pensieri su “Quelli che prima di pedalare…

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